Nutrire l’anima

Nutrire l’anima”

“Il filo conduttore alla base di questa esposizione é la cucina, ed il suo ruolo fondamentale nel campo sociale, culturale e creativo.

Sociale, perché é a tavola che ci si raccoglie condividendo le emozioni e rinsaldando i legami fra di noi;
culturale perché chi cucina, all’atto di creazione del piatto, vi riversa il proprio bagaglio derivato dalle tradizioni plasmandolo in uno specchio della propria anima.
…per quanto concerne l’ambito creativo, l’aspetto culinario ha “condizionato” alcuni campi dell’arte…

.per esempio la filosofia, pensatori come Ludwig Feuerbach (“Der mensch ist was er isst”/”L’uomo é ciò che mangia”), Aristotele ( secondo il quale la filosofia nasce quando l’uomo ha risolto i suoi bisogni primari).. ed i Pitagorici, per i quali il vegetarianesimo era uno stile di vita..
Anche la poesia venne influenzata dal cibo, al punto da vedere nel banchetto una metafora della vita (Lucrezio “Convivio”; Pascoli “Poemi conviviali”).. e da dedicare versi a dei piatti 
( “O rraù” Eduardo de Filippo; “Magnà e dormì”, “Pasta alla capricciosella” Aldo Fabrizi; “Ode al carciofo”, “Ode al vino” Pablo Neruda).
…e pure la pittura. La quale ne fece il soggetto principale a metafora di vari aspetti del vivere quotidiano: nel “canestro di frutta” di Caravaggio, la caducità della vita; ne “Le déjeuner sur l’herbe” (“la colazione sull’erba”), il cibo diventa simbolo di socializzazione ed incontro.. per citarne alcuni.
Ultimo, ma non meno importante, il campo della musica.
A questo proposito, il connubio cibo-musica é molto più profondo ed affonda le sue radici nell’antichità… partendo dalle funzioni propiziatorie/esoteriche che aveva in epoca primitiva fino ad arrivare al 1800, dove la musica assumeva il ruolo di intrattenimento durante i banchetti ( come fece per esempio Georg Philipp Telemann organista tedesco del XVIII° secolo ).
Un connubio profondo tale da risultare fonte d’enorme ispirazione per vari compositori, come per esempio Erik Satie nella “Dieta del musicista” (dai “Quaderni di un mammifero”), o Bach nella sua “Cantata del caffé”..
Ed il suono diffuso dal gorgoglio delle pietanze nel raggiungere il punto di cottura sono il più chiaro esempio di quanto ogni nostro senso venga solleticato e messo in azione durante questa pratica…


….poiché il cucinare, così come ogni altra
forma d’arte esistente, adempie al compito
più importante:
é il nutrimento per la nostra anima.”
Gastone Bianchi

2017-12-29T12:06:49+00:00