Biografia 2019-10-10T11:44:15+00:00

Biografia

Gastone Bianchi nasce a Trieste nel 1986.

Approfondisce le tecniche con i maestri Domenico Boniello (acquerello), Claudio Mario Feruglio (acrilico), Raffaella Busdon (ritratto, carboncino), Franco Vecchiet (incisione)seguendo anche degli stages tenuti dai maestri Roberto Tigelli, Javier Alvarez Palomar e Toni Dalla Venezia.

Ha frequentato la Scuola Internazionale di grafica di Venezia, e si è messo alla prova nel campo dell’arte del vetro utilizzando la tecnica delle murrine, con Matthew Curtis presso l’atelier di Diego Feurer a Lugano.Da pochi annii affronta un percorso più grafico, utilizzando le tecniche di acrilico su poliestere quindi di arte digitale.

Ha esposto in varie collettive, fra cui:
Grado Arte con il gruppo Aura – Grado (UD) 2008
Arte del Fair Play Balon – Udine 2009
ItaliArts – Colonia 2010
Opera per il Museo di arte sacra – Sesto al Reghena (PN) 2010
Sguardi d’arte – Palmanova (UD) 2014
Artisti Italiani – Stoccarda 2015
P.Caccia Dominioni.Cent’anni dopo – a Trieste- Biblioteca Statale Stelio Crise,a Gorizia, e Bruxelles2015-2016
Arte per la vita – Palazzo d’Attimis, Maniago (PN) 2016
Artisti triVeneti a Motta – Motta di Livenza (TV) 2016
Misericordiae Vultus – Sesto al Reghena 2017
Premio Lilian Caraian per le arti figurative – Trieste 2017, e 2019
Omaggio a Cividale città dell’Unesco -Cividale (UD) 2019

Ha inoltre allestito alcune personali:
Gli occhi dell’anima – Aquileia (UD) 2011
La fatalità dell’indifferenza – Galleria Rettori Tribbio, Trieste 2015
Frammenti nel vetro…riflessi su poliestere – Sala Comunale d’Arte, Trieste 2016
Forma e sostanza – Galleria Rettori Tribbio, Trieste 2016

La ricerca di Gastone Bianchi procede da alcuni anni con una progressiva presa di coscienza di materiali, strumenti e loro potenzialità espressive, dentro una  disciplina del fare che ha prodotto notevoli risultati in termini di costruzione dell’immagine e di poetica concettuale alla base dell’evento pittorico.
L’artista sa equilibrare il proprio slancio con la necessità di una composizione in cui si afferma il potere dominante del colore, come corpo e sostanza della figura, anima pulsante e traccia emblematica dell’esistenza. Da una parte la liquidità dell’immagine, pura parvenza di macchia diffusa sulla superficie e poi guidata verso l’acquisizione di una forma, dall’altra la densità dell’impasto, costruiscono due polarità coesistenti nell’arte di Gastone Bianchi, che riserva alle sue creazioni anche il progetto di installazioni nello spazio tridimensionale.

Marco Feruglio

L’arte è una forma speciale d’interagire con le cose e i fenomeni che ci circondano e con i quali ci relazioniamo e riconosciamo quotidianamente. Gastone Bianchi dipinge e disegna ogni giorno, ed è fedele a quell’età della vita, in cui la corsa alla scoperta, si definisce in uno stile in continuo mutamento, capace di assorbire forme e contenuti molto diversi. In questo contesto, il tempo e l’apparenza, sono strumenti che lo “sguardo pittorico” gli offrono per riconoscere il mondo che lo accompagna. I luoghi che i dipinti descrivono sono spazi di colore denso e corposo, in cui la sostanza si fonde in figura, e la figura in parvenza. Il confronto con la materia dell’immagine viene assorbito dall’immediatezza del gesto, che ripercorre più volte i volumi degli spazi descritti. Trattenere la “visione” diviene così un atto fisico, e il lavoro del segno, che ritorna incessante su se stesso, una maniera per verificare e verificarsi. Il fascino che viene esercitato sull’artista dalla cultura orientale e dai manga giapponesi, lo inducono a confrontarsi spesso con forme e segni tipici di quella cultura. Figure familiari, personaggi dei fumetti e paesaggi espressionisti si accumulano sparsi sui grandi tavoli dello studio, intrecciando forme e stili diversi, e aprendo a visioni sui mondi intimi ed originali, spesso sospesi nel sogno e nel ricordo. Il vantaggio della pittura è che si po’ sempre aggiungere qualcosa e l’idea di neutralità e oggettività sono un’illusione. Così, avvicinandosi ai lavori di Gastone Bianchi si ha questa sensazione di ritrovarsi in una radura descritta da un bosco, in cui la necessità visiva è quella di smarginare le forme con grandi macchie e segni. Queste evasioni gli suggeriscono la creazione di due lavori; “Leonora (senza “e”) ed “Il Mulo”, che in un interessante gioco fra dipinto e cornice, ci è suggerito uno spazio più ampio, scultoreo. L’oggetto/immagine eleva lo sguardo dello spettatore ad un ricordo. La cornice del quadro funziona così da slancio per una doppia intenzione; riprendere peso nell’oggetto, e riperderlo successivamente nella visione. L’idea è spontanea ed efficace. Mettendo a confronto le due immagini ci si rende conto che figure diverse vengono affrontate in maniera diversa. La figura del padre, coscientemente ripresa più volte in macchie liquide e scorrevoli, si oppone alla figura solida ma fuggevole di Leonora, una amica trascurata da tempo, e di cui l’artista è incapace di definirne i tratti somatici. Il tempo, l’apparenza ed il flusso emozionale sono per Gastone la ricchezza che rendono visibile il suo sguardo sul mondo. In questo senso, l’arte, ritrova la sua funzione più vera, formativa e terapeutica.

Peter Furlan

Domani, alle 11, nella sede dell’Archivio di Stato (via Lamarmora17) si terrà la cerimonia di assegnazione del XXII Premio Lilian Caraian per le Arti figurative. In concomitanza verrà inaugurata la mostra delle opere dei partecipanti al Concorso, indetto dallaFondazione, il quale porta il nome della poliedrica artista trie stina ed è riservato ai giovani artisti under 35 della regione.La Commissione – presieduta da Paolo Marani e composta da Natasa Ljuboljev, Enzo Mari, Cosimo Fusco e Anna Rosa Rugliano, presidente della Fondazione – ha deciso di assegnare il primo premio a Michele Nardon per il raffinato senso grafico pre sente sia nell’incisione che nella tavola cromatica; il secondo npremio a Elena Fasiolo, che si distingue per la pennellata cor posa e per l’abile gioco di luci e ombre inserito in un cromatismo originale; il terzo premio a Flavia Lachin per la suggestio ne dello studio grafico nell’applicazione di tecniche fotografiche. Assegnata inoltre la borsa di studio per la frequenza di uno stage all’Accademia estiva internazionale di Belle Arti a Salisburgo a Paola Mocchi per la notevole ricerca grafico-pittorica, in cui s’intuisce la possibilità di ulteriori sviluppi. Segnalati inoltre, tra i 18 partecipanti, Gastone Bianchi, Gabriele Fasiolo e Romeo Martin. Selezionate, infine, le opere di Sarah Munih e Stefano Turk.Il Concorso si svolge con il patrocinio del Comune e della Provincia di Trieste, mentre la Borsa di studio è offerta da Marta Gruber Tassini in memoria di Delia e Silvio Benco, Aurelia Gruber Benco, Carlo e Anna Gruber. Lo stage a Salisburgo è ispirato al fatto che la Caraian(1914-1982) iniziò la sua attivitàartistica proprio frequentando i primi corsi di pittura tenuti all’Accademia estiva da Oskar Kokoschka.

Marianna Accerboni

“….Ci piace pensare che questo sia stato il modo migliore per ricordare Gianni. Tu, con la tua arte, hai riportato Gianni tra noi in modo tangibile e, lasciacelo dire, fortemente empatico per la plasticità armoniosa delle forme e degli elementi etereamente sospesi tra reale e irreale, tra vita vissuta e vita sognata; forme ed elementi narrativamente impegnati a tracciare un ponte verso il futuro, quel ponte che tutti avvertiamo il bisogno di percorrere quando cerchiamo di Essere senza limitarci al solo Apparire….”

Il Drago Celeste