Gastone Bianchi

Nasce nel 1986 a Trieste, studia alla Scuola Internazionale di grafica a Venezia con il maestro Battistin e quindi con N.Takahiro Kishi. Dopo studi specifici a Lugano (con M.Curtis), idea e realizza vasi in vetro colorato, e quindi gioielli e fumetti. Espone a rassegne, a concorsi internazionali quali Trieste Contemporanea, pittura e grafica di Agliano Terme, Grado Arte, Trieste XXII concorso Lilian Caraian (segnalato), a varie edizioni di Opera XS e nel 2010 ad Artisti italiani contemporanei a Colonia (Germania) organizzato dal’ Istituto Italiano di Cultura di Colonia. Frequenta nel 2005 diversi corsi e laboratori artistici della Scuola del Vedere diretti da maestri quali Javier A. Polomar, Raffaella Busdon, J.Arias Gonano e l’artista friulano Claudio Mario Feruglio.

Sono nato a Trieste nel 1986. Ho avuto la passione per la pittura fin da piccolo.. E poi, pian piano, ho deciso di approfondirla in maniera più cosciente per concretizzarla in un lavoro… cercando di mantenere intatto l’entusiasmo degli inizi.

Col 2003 mi avvicinai alla pittura con gli acquerelli, di cui approfondii gli utilizzi sotto la guida di Domenico Boniello. In contemporanea, frequentai vari corsi e stage… Fra i quali il corso di ritratto tenuto dalla pittrice Raffaella Busdon ( in cui imparai le proporzioni e le ombreggiature a carboncino ), il corso di acrilico tenuto dal pittore Claudio Mario Feruglio ( che mi fu d’aiuto sia come maestro che come persona ).. gli stage più importanti furono quello tenuto dal pittore californiano Javier Alvarez Palomar, che mi aiutò a sviluppare l’uso dell’acrilico in funzione dei panneggi; ed a Lugano ( fra il 2003 ed il 2005 ) sotto la guida di Matthew Curtis ( maestro vetraio australiano ), lo stage dove imparai a realizzare vasi in vetro. Nel 2008 seguii un corso di incisione tenuto da Franko Vecchiet, in cui imparai l’uso della puntasecca, l’acquaforte e l’acquatinta. Nel 2011 realizzai delle rielaborazioni digitali di alcuni miei lavori, opere che furono poi esposte durante la mostra “Gli occhi dell’anima”, ad Aquileia. Dopo di essa, nel 2011 e nel 2012 partecipai a due collettive a Latisana nella “Cantina” di Giovanni Toniatti. Nel luglio 2013 partecipai alla “Collettiva del miniquadro” a Trieste ( con un corpo d’opera dedicato a Margherita Hack ) e fra novembre e dicembre dello stesso anno ad “Autunno in Arte” ad Udine ( in cui portai due dipinti su poliestere ). Nel 2013 ho effettuato degli studi su poliestere utilizzando l’acquerello e l’acrilico. In questi ultimi anni, ho continuato ad esercitarmi sulle tecniche apprese finora e sperimentandone nuovi utilizzi…

 

La ricerca di Gastone Bianchi procede da alcuni anni con una progressiva presa di coscienza di materiali, strumenti e loro potenzialità espressive, dentro una  disciplina del fare che ha prodotto notevoli risultati in termini di costruzione dell’immagine e di poetica concettuale alla base dell’evento pittorico. L’artista sa equilibrare il proprio slancio con la necessità di una composizione in cui si afferma il potere dominante del colore, come corpo e sostanza della figura, anima pulsante e traccia emblematica dell’esistenza. Da una parte la liquidità dell’immagine, pura parvenza di macchia diffusa sulla superficie e poi guidata verso l’acquisizione di una forma, dall’altra la densità dell’impasto, costruiscono due polarità coesistenti nell’arte di Gastone Bianchi, che riserva alle sue creazioni anche il progetto di installazioni nello spazio tridimensionale. Marco Feruglio

 

Gastone Bianchi si muove su molti piani, è la freschezza primigenia che cerca il risultato e lo trova, pronta però a passare ad altre soluzioni, a tentare nuove vie. Belli e intriganti, i disegni/acquerelli in cui soggetti di provenienza fumettistica vengono alterati con intelligenza inquietante: sono decine di volti formato cartolina allineati sul primo pannello. Sul secondo, appena più piccolo, troviamo acquerelli appena più grandi, giochi di forme corporee, fuse ma non confuse, ammalianti citazioni – addirittura caravaggesche. Ancora sul ritratto s’incentra il grande quadro (140 x140 cm)  titolato ” Effetti personali “, si tratta di otto volti dipinti sempre ad acquerello ma ingranditi e deformati verticalmente al computer, per essere infine stampati su tela. Qualcosa di veramente potente. Poi un omaggio Schiele, non semplicemente un esercizio scolastico… e, infine, un paesaggio in acrilico chepotrebbe essere non di questo mondo, come tutto ciò che crea Gastone Bianchi. Gianni Spizzo

 

L’arte è una forma speciale d’interagire con le cose e i fenomeni che ci circondano e con i quali ci relazioniamo e riconosciamo quotidianamente. Gastone Bianchi dipinge e disegna ogni giorno, ed è fedele a quell’età della vita, in cui la corsa alla scoperta, si definisce in uno stile in continuo mutamento, capace di assorbire forme e contenuti molto diversi. In questo contesto, il tempo e l’apparenza, sono strumenti che lo “sguardo pittorico” gli offrono per riconoscere il mondo che lo accompagna. I luoghi che i dipinti descrivono sono spazi di colore denso e corposo, in cui la sostanza si fonde in figura, e la figura in parvenza. Il confronto con la materia dell’immagine viene assorbito dall’immediatezza del gesto, che ripercorre più volte i volumi degli spazi descritti. Trattenere la “visione” diviene così un atto fisico, e il lavoro del segno, che ritorna incessante su se stesso, una maniera per verificare e verificarsi. Il fascino che viene esercitato sull’artista dalla cultura orientale e dai manga giapponesi, lo inducono a confrontarsi spesso con forme e segni tipici di quella cultura. Figure familiari, personaggi dei fumetti e paesaggi espressionisti si accumulano sparsi sui grandi tavoli dello studio, intrecciando forme e stili diversi, e aprendo a visioni sui mondi intimi ed originali, spesso sospesi nel sogno e nel ricordo. Il vantaggio della pittura è che si po’ sempre aggiungere qualcosa e l’idea di neutralità e oggettività sono un’illusione. Così, avvicinandosi ai lavori di Gastone Bianchi si ha questa sensazione di ritrovarsi in una radura descritta da un bosco, in cui la necessità visiva è quella di smarginare le forme con grandi macchie e segni. Queste evasioni gli suggeriscono la creazione di due lavori; “Leonora (senza “e”) ed “Il Mulo”, che in un interessante gioco fra dipinto e cornice, ci è suggerito uno spazio più ampio, scultoreo. L’oggetto/immagine eleva lo sguardo dello spettatore ad un ricordo. La cornice del quadro funziona così da slancio per una doppia intenzione; riprendere peso nell’oggetto, e riperderlo successivamente nella visione. L’idea è spontanea ed efficace. Mettendo a confronto le due immagini ci si rende conto che figure diverse vengono affrontate in maniera diversa. La figura del padre, coscientemente ripresa più volte in macchie liquide e scorrevoli, si oppone alla figura solida ma fuggevole di Leonora, una amica trascurata da tempo, e di cui l’artista è incapace di definirne i tratti somatici. Il tempo, l’apparenza ed il flusso emozionale sono per Gastone la ricchezza che rendono visibile il suo sguardo sul mondo. In questo senso, l’arte, ritrova la sua funzione più vera, formativa e terapeutica. Peter Furlan

 

Domani, alle 11, nella sede dell’Archivio di Stato (via Lamarmora17) si terrà la cerimonia di assegnazione del XXII Premio Lilian Caraian per le Arti figurative. In concomitanza verrà inaugurata la mostra delle opere dei partecipanti al Concorso, indetto dallaFondazione, il quale porta il nome della poliedrica artista trie stina ed è riservato ai giovani artisti under 35 della regione.La Commissione – presieduta da Paolo Marani e composta da Natasa Ljuboljev, Enzo Mari, Cosimo Fusco e Anna Rosa Rugliano, presidente della Fondazione – ha deciso di assegnare il primo premio a Michele Nardon per il raffinato senso grafico pre sente sia nell’incisione che nella tavola cromatica; il secondo npremio a Elena Fasiolo, che si distingue per la pennellata cor posa e per l’abile gioco di luci e ombre inserito in un cromatismo originale; il terzo premio a Flavia Lachin per la suggestio ne dello studio grafico nell’applicazione di tecniche fotografiche. Assegnata inoltre la borsa di studio per la frequenza di uno stage all’Accademia estiva internazionale di Belle Arti a Salisburgo a Paola Mocchi per la notevole ricerca grafico-pittorica, in cui s’intuisce la possibilità di ulteriori sviluppi. Segnalati inoltre, tra i 18 partecipanti, Gastone Bianchi, Gabriele Fasiolo e Romeo Martin. Selezionate, infine, le opere di Sarah Munih e Stefano Turk.Il Concorso si svolge con il patrocinio del Comune e della Provincia di Trieste, mentre la Borsa di studio è offerta da Marta Gruber Tassini in memoria di Delia e Silvio Benco, Aurelia Gruber Benco, Carlo e Anna Gruber. Lo stage a Salisburgo è ispirato al fatto che la Caraian(1914-1982) iniziò la sua attivitàartistica proprio frequentando i primi corsi di pittura tenuti all’Accademia estiva da Oskar Kokoschka. Marianna Accerboni

 

“….Ci piace pensare che questo sia stato il modo migliore per ricordare Gianni. Tu, con la tua arte, hai riportato Gianni tra noi in modo tangibile e, lasciacelo dire, fortemente empatico per la plasticità armoniosa delle forme e degli elementi etereamente sospesi tra reale e irreale, tra vita vissuta e vita sognata; forme ed elementi narrativamente impegnati a tracciare un ponte verso il futuro, quel ponte che tutti avvertiamo il bisogno di percorrere quando cerchiamo di Essere senza limitarci al solo Apparire….” “il Drago Celeste”